Come in un film…

Avete presente quelle scene quasi surreali dei film dove il protagonista arriva in un paese ed è come se tutti fossero scappati? girar tra le vie, entrare nei vicoletti, attraversare le piazze e non incontrare mai nessuno, tutto sembra esser stato abbandonato, i giochi dei bambini buttati per terra, non una voce, su e giù per le scalinate, bandiere dei pirati sui tetti, auto parcheggiate ma con i finestrini abbassati, addobbi natalizi, passeggiando su e giù per i “carrugi” ma mai una voce in sottofondo neanche un gatto o un cane che ti osservino niente di niente. Ci siamo solamente noi… anzi no, ci siamo noi e le nuvole che corrono veloci in cielo giusto per farci capire, grazie al continuo gioco di luci/ombre che non è finzione anzi è tutto vero quello che stiamo vedendo. Ecco questo è quello che abbiamo vissuto in un’anomala mattinata di fine agosto in Val Roya, girando tra Pienne-Haute e Saorge.

Proprio così, gli unici spettatori sebbene forse sarebbe meglio dire gli unici protagonisti della scena io e la mia ragazza. Forse fa ancora più effetto tutto ciò in questi tempi così frenetici, così “rumorosi” e troppo spesso caotici, fa effetto potersi ritrovare in una realtà silenziosa, misteriosa ma allo stesso tempo affascinante e a tratti davvero surreale ed il tutto così vicino a casa nostra e non oltre uno schermo televisivo a migliaia e migliaia di chilometri di distanza.

Un’esperienza che non può che far piacere, anche se devo ammettere all’inizio era leggermente inquietante, ma col senno di poi davvero bella e tutta da vivere.

Forse sarebbe stato tutto ancor più entusiasmante se fosse sbucato all’improvviso da qualche viuzza un regista escalamando: “bravi ragazzi, buona la prima!” ma si sa, come dicevan gli Articolo 31 “La Vita non è un film.”